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La quercia

Si vedeva bene dalla finestra di camera; era nella proprietà dei confinanti, ma lontana dalla loro abitazione e più vicina a noi. Infatti, a prima vista, almeno vedendola da una certa distanza, poteva addirittura sembrare che fosse nostra, dal momento … Continua a leggere

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Una dolente serenità

In un tempo ormai lontanissimo assistetti alla rappresentazione della nota commedia di Machiavelli “Mandragola”, interpretata da studenti di un liceo. Non ricordo né la città né il luogo della rappresentazione. Rammento, invece, una scena nella quale s’intuiva che i due … Continua a leggere

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Sandy

Nel messaggio diceva che l’ultimo capitolo l’aveva finito di leggere un attimo prima di scendere. Me lo aveva chiesto lei: “Un capitolo alla volta, quando salgo in autobus non mi posso portare pacchi interi di fogli”. Dopo averle inviato il … Continua a leggere

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Cinema

Le facciate erano scalcinate, i neon delle insegne colorate crepitavano con intermittenti ronzii, ma avevano nomi seducenti: Apollo, Eden, Flora. Il cinema era la salvezza nei lunghi pomeriggi argentati e senza ombre delle domeniche autunnali. Il buio della sala sapeva … Continua a leggere

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Si giocava a carte perché pioveva

Si giocava a carte perché pioveva, non perché ci piacesse. Da sopra il monte, dopo che il sole spariva, iniziavano ad avanzare grosse nubi di piombo che sembrava si strappassero sulle cime aguzze; ci guardavamo e a volte non era … Continua a leggere

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L’accento inglese di Frank

Frank disse che i muri a secco lungo via Cosimo il Vecchio, specialmente in quell’autunno, avvolti dalla nebbia, gli ricordavano un po’ le sue zone. Le sue zone credo fossero i dintorni di Londra. Fu una nota più alta nel … Continua a leggere

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La pena uguale

Troviamo maggiori difficoltà ad attuare ciò che vorremmo rispetto a ciò che ci viene chiesto. Meno impegnativo esaudire gli altri. Non è l’avvenimento che ha un senso; è il giudizio che se ne dà. La differenza è quasi esclusivamente l’aspetto … Continua a leggere

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Ringraziamenti tardivi

I signori che abitavano vicino casa nostra erano appassionati di teatro. Non rammento in quale occasione mi regalarono un quarantacinque giri con incisa la Suite n°1 del “Peer Gynt” di Grieg. Avrò avuto 12 o 13 anni e fui meravigliato … Continua a leggere

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La scrittura perduta

 La mia amica abitava al primo piano e, spesso, dalle scale ripide di mattoni rossi, scendeva nel cortile di casa nostra, per giocare con me. Scrivevamo, o per meglio dire, giocavamo a scrivere, perché ancora non andavamo neppure a scuola … Continua a leggere

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L’orcio

L’orcio sul terrazzo di casa nostra, per quanto ricordi non era mai stato usato e, trovandosi lì, avevo sempre creduto fosse nostro. Un giorno venne su quello del piano terra con una valigetta, si sedette sul pavimento del terrazzo, aprì … Continua a leggere

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