La quercia

Théodore Rousseau, le querce di Apremont

Si vedeva bene dalla finestra di camera; era nella proprietà dei confinanti, ma lontana dalla loro abitazione e più vicina a noi. Infatti, a prima vista, almeno vedendola da una certa distanza, poteva addirittura sembrare che fosse nostra, dal momento che con la chioma superava la rete di recinzione. I vicini non se ne erano mai curati, anzi essendo sicuramente un albero spontaneo era più che altro tollerato al pari di altri. D’altronde, pensandoci, a chi mai sarebbe potuta tornare utile una quercia isolata in un campo incolto. Sia noi che i nostri vicini non avevamo origini o velleità contadine e una quercia, probabilmente, doveva sembrarci più appropriata in un campo coltivato, anziché piantata in un punto qualsiasi di un terreno incolto. Era una presenza quasi incombente per la mole e nel tempo era diventata parte di quel paesaggio visibile dalla finestra di camera, tanto che l’enorme chioma sorretta da un fusto largo e alto, sembrava un unico disegno come fosse una visione inscindibile da tutto il resto. Per molto tempo è rimasta una presenza solitaria, anonima, al punto, per paradosso, da passare inosservata. Un giorno ci accorgemmo che era scomparsa; alcune cataste di legna erano state accomodate in buon ordine vicino alla rete. Era stata abbattuta, ma non si seppe se fosse accaduto un giorno o una settimana prima di quando ci accorgemmo della sua assenza. Guardavamo oltre quello spazio liberato dalla quercia con curiosità, come se volessimo scoprire cosa si nascondeva dietro quella ingombrante presenza. La vista di quello che si rivelò, non fu poi molto interessante, si trattava soltanto della prospettiva del campo che conteneva la quercia, e poche altre piante  oltre a porzioni di un muretto scrostato dal tempo. Chiunque si abituò in fretta al nuovo paesaggio, tanto che la quercia scomparve definitivamente da ogni memoria. A volte, in seguito, è capitato che qualcuno la ricordasse, allora era alta 25 metri, poi qualcuno correggeva ed erano solo 20, altre volte aveva 70 anni perché il nonno di chi ricordava ne aveva parlato, per altri, invece, solo 50. Poi lentamente nessuno ne ha parlato più. questa potrebbe essere, seppure molto vaga, l’ultima notizia sulla quercia.

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