Una dolente serenità

mondrian_grigio

Mondrian – “Albero grigio”

In un tempo ormai lontanissimo assistetti alla rappresentazione della nota commedia di Machiavelli “Mandragola”, interpretata da studenti di un liceo. Non ricordo né la città né il luogo della rappresentazione. Rammento, invece, una scena nella quale s’intuiva che i due protagonisti avrebbero fatto l’amore. Si trattava sicuramente di Callimaco e Lucrezia interpretati da due attori più o meno miei coetanei. Si abbracciarono e lentamente le luci sul palcoscenico si affievolirono, fino a quando non si sdraiarono sul pavimento e le luci si spensero del tutto. Fui subito invaso da una dolente serenità. Molte volte ho pensato a quella scena che, comunque, ricordo vagamente, e non ho mai capito cosa avesse provocato in me quella sensazione difficile anche da interpretare. Più volte ho avuto il desiderio di indagare in certi ambiti così poco chiari e anche, volendo, “insignificanti”; poi però non ne ho fatto di niente, anche perché non ci sono veri elementi per indagare e forse non è necessario conoscere sempre un perché. Qualcosa di simile a quella dolente serenità, a volte, mi è successo di risentirla rileggendo “La signorina Felicita” di Gozzano, oppure “Il treno di Bordeaux” di Duras. Molto difficile il perché.   

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