Buio

Magritte - l'impero delle luci

R. Magritte “L’impero delle luci”

«Se cercando una mano nel buio trovi invece un culo, pensa alla ricchezza e al mistero del buio.» Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Ciò che si nascondeva nel buio era indefinibile, soprattutto perché gli adulti contribuivano a confondere con affermazioni come: “Adesso è buio, domani”, oppure: “Rincasa prima di sera. Sarebbe stato sufficiente elencare i pericoli reali e le precauzioni da prendere, che chiunque forse avrebbe accettato i consigli. Era però più semplice insinuare il sospetto del pericolo nascosto nell’oscurità, tanto che alla fine risultava il buio il vero responsabile dei divieti, non gli adulti; loro avrebbero anche assecondato tutte le legittime curiosità dei piccoli, ma purtroppo il buio si frapponeva tra il desiderio e l’esaudimento. Educare con il “no” rende odiosi e retrogradi, e per educare con il “sì” ci vuole una notevole preparazione, quindi addossare tutta la responsabilità all’oscurità facilitava il compito. Per questo ognuno ha avuto modo di costruirsi la sua paura personale, il proprio divieto, ha dovuto cercare a tentoni tutto ciò che di terribile riusciva ad immaginare. Quello che non si vedeva doveva intimorire perché se ne stava nascosto unicamente per mangiarci vivi, colpirci a morte in qualche modo. Dovessero manifestarsi tutte insieme le creature che il buio ha celato per anni invaderebbero le città. D’altronde ladri e assassini prediligono le tenebre, è ovvio, benché i più abili tra loro, non si scoraggiano neppure con il sole alto. Tolti pochi fantasmi, vaghi mostri, ombre sinistre negli androni, nelle campagne, o in strade secondarie, erano proprio ladri e assassini i pericoli reali. Ma l’addestramento fin dalla più tenera età a diffidare del buio ha confuso non poco i percorsi tortuosi per raggiungere l’età matura. Quando al culmine di tutti gli spaventi si sfiorava un’altra mano intuendo solamente il vago biancheggiare di un sorriso complice, d’improvviso la malvagità della notte spendeva i suoi ultimi spiccioli di terrore proponendo nuove sembianze; le vaghe ombre svanivano, e al pari di ladri e assassini, eravamo, confusi nell’oscurità, improvvisamente adulti tra il fuggi fuggi di fantasmi.

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