Gli altri animali

Pittura rupestre  Grotte di Altamira, Spagna (immagine mauro.speranza)

Pittura rupestre Grotte di Altamira, Spagna (immagine : Mauro.Speranza)

Alla lonza, al leone e alla lupa, che sbarrano il cammino a Dante sono stati assegnati simbolicamente vizi esclusivamente umani. Argo invece, già mezzo mangiato dalle mosche, da vero non umano riconobbe Odisseo, nonostante gli anni e il travestimento. Altri simboli ancora: il gatto e la volpe, il grillo parlante, il pescecane e il tonno. Poi Moby Dick. La fattoria degli animali per intero. Ma anche la gatta Cipolla della poesia di Raboni. Il passero solitario. L’albatro di Baudelaire. Il corvo di Poe. La gru di Chichibio, La cavallina storna. Infine quelli veri: Fuffi, il gatto dell’orto di Careggi, forse il primo gatto che ho visto. Tabù il cane nero del signor Frizi: dalle grate del cancello del giardino potevo carezzargli il muso. Lo scorpione sul muro della corte confinante con il giardino. Il porcellino d’india e il gatto di via Galluzzi. Il gatto siamese dalla coda mozza, Teo e Tea i due soriani e Flex il lupo dalla testa grossa. La serpe gialla inseguita insieme a Giuditta fino alla tana, l’altra serpe verde del passo della Futa. I piccioni del tetto sottostante. Le poiane sopra il Sasso di Castro. Il riccio de La Traversa. Il cane, le mucche, i maiali, i porcellini d’india, l’asino, le galline che entravano anche in casa dei nipoti di mia nonna paterna. Le galline di mia nonna materna. Laika dello Sputnik2. La volpe zoppa di Tirrenia e quella sulla via Cassia. L’istrice di Fiesole. Il pellicano dello zoo di Madrid. Il barbagianni di Monteloro e quello di Quercianella, i due polli uccisi con la carabina, i topi imbalsamati, il cocker del capitano. Il cocker legato davanti all’ingresso della pasticceria e che mi attaccò. Il cavalluccio marino di Porto S. Giorgio. Il cavallo di Mareno, sul quale salì nonno Enrico. Pilli e la Mucchina, i quattro gatti di Maurizio, Litzi e Il Rosso. Naso, il gatto di Belmonte Mezzagno. Minù. Lapo il cane di Gabriella. Il gatto di Lisbona e quello di Viareggio. Lingua il gatto di Compiobbi, e la gatta con la coda bianca, Tombettina, il gatto di Paolo. La mia gatta Bice. Nessuno di questi animali è esistito, oppure non c’è più, ma li ricordo tutti e sarà difficile dimenticarli.

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