Poi qualcun altro dirà: “La propriété, c’est le vol”

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“Aria di mare sul porticciolo” – Paolo Parente

Alcune  persone  intorno  a  due  casse e un groviglio  di reti, vicino alle  barche  ormeggiate. La scena era la stessa di tante altre volte, la scenografia, però, era cambiata. Il  porto  è   stato    trasformato: i  percorsi   che conducono  ai pontili  sono   accessibili  soltanto ai proprietari  delle barche. Un  tempo  chiunque  poteva arrivare  e sostare  vicino   alle imbarcazioni. Si poteva  parlare  con un pescatore mentre aggiustava le reti. Adesso  si osserva quanto si poteva osservare prima, ma da lontano. Una distanza temporale ma anche un distacco, come in un ricordo o come guardare un documentario in televisione. Siamo separati: la nostra realtà da osservatori e l’altra, quella da protagonisti di quella scena. La distanza fra noi e loro è netta, i ruoli distinti. Davanti al cartello di divieto di accesso, ogni illusione di far parte di quel che si vede, cade. Ḕ certa la nostra identità, dichiarata e imposta. Sappiamo che non ci sarà alcuna possibilità di essere coinvolti in una realtà che, pure, abbiamo sotto gli occhi.

Quelle persone vicino alla barca parlavano in modo amichevole, scherzando; non si capiva cosa dicessero. Questo non era mai successo prima di allora.

Tutto ciò che per anni è stato naturale: passeggiare sul molo, parlare con un pescatore, guardare le barche ormeggiate, e persino vedere il mare, oggi è vietato ai più e concesso solo a chi è possessore di una barca, pescatore, amico di qualcuno, addetto ai lavori.

Quello che prima era abituale oggi non è permesso, e sarà naturale per chi non ha conosciuto la condizione precedente al divieto: chi nasce adesso, una volta adulto, troverà legittimo, nella norma, logico, fermarsi davanti al cartello di divieto e non raggiungere più il mare, non parlare con un pescatore, non guardare le barche ormeggiate, non passeggiare sul molo. Poi un giorno qualcun altro dirà: “la propriété, c’est le vol” e si ricomincerà daccapo.

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2 risposte a Poi qualcun altro dirà: “La propriété, c’est le vol”

  1. mizaar ha detto:

    vieni qui, non ci sono divieti. un quadro di paolo parente, che meraviglia! davvero molto bello.

  2. Maria Grazia ha detto:

    Penso alla poesia di Kavafis “Aspettando i Barbari” (che poi non arrivano..)

    In realtà, i Barbari spesso arrivano
    decidono (anche grazie al nostro “immobilismo”) depauperano depredano persone creature luoghi, incapaci di coglierne l’essenza profonda che – nel corso del tempo – ha illuminato respirato acceso vite

    Un saluto affettuoso da Maria Grazia

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